Catanzaro, il parco eolico marino si ma dopo un’attenta verifica

Intervengono due consiglieri del comune di Catanzaro: “Ci batteremo affinché non avvenga nessuna imposizione”

Negli ultimi tempi a Catanzaro si parla insistentemente di un parco eolico galleggiante, un’idea che ai consiglieri comunali Daniela Palaia e Vincenzo Capellupo è piaciuta a metà. Già in un post la consigliera Palaia ha scritto: “Insieme al consigliere Vincenzo Capellupo, abbiamo esplicitato la nostra posizione sul parco eolico marino. Chiederemo un consiglio comunale specifico per discutere questo delicatissimo progetto che riguarda, tra le altre, anche la nostra amministrazione. Ci batteremo affinché non avvenga nessuna imposizione”.

In una nota i due consiglieri scrivono:

La suggestione “green” c’è tutta, le motivazioni forti a produrre energia alternativa al gas russo pure, ma la realizzazione di un parco eolico marino davanti alle coste della provincia di Catanzaro è argomento che merita diverse riflessioni ed un ampliamento immediato del campo di discussione. Non possiamo non evidenziare la necessità di verificare ed analizzare tutte le conseguenti implicazioni in termini di impatto ambientale ed economico sul nostro territorio, oltre che di reale utilità ed efficacia rispetto alle esigenze di transizione ecologica. Stiamo affrontando emergenze significative sul piano energetico e il tema delle rinnovabili è centrale, ma riteniamo sia necessario rispettare le sensibilità dei territori, perché questi impianti riguardano una parte paesaggisticamente rilevante e gli impatti potrebbero essere notevoli.
L’ascolto dei rappresentanti delle zone costiere interessate è utile anche per individuare possibili soluzioni, pur con la consapevolezza che la competenza in materia resta nazionale anche in termini di autorizzazioni e che rimangono procedimenti complessi volti ad acquisire, mediante conferenze di servizi, diversi titoli abilitativi non propri dell’amministrazione comunale. Riteniamo sia imprescindibile trovare una composizione tra gli interessi pubblici generali e quelli delle Amministrazioni coinvolte che, al di là dello scontato favor per le fonti rinnovabili, devono fare i conti con gli innegabili impatti che questo tipo di impianti genera a carico degli ecosistemi e anche con le peculiarità di tipo economico e di sviluppo territoriale ipotizzati. In proposito, si tenga a mente come Catanzaro si stia finalmente proiettando verso la realizzazione di una infrastruttura strategica come il porto, con l’ambizione di intercettare le rotte internazionali delle navi e di offrire la possibilità, ad esempio, di collegare la costa ionica alla Grecia.
Ebbene, in tale ottica, ci chiediamo quali possano essere le ‘interferenze’ della realizzazione di un parco eolico marino con i piani strategici di sviluppo che interesseranno il nostro comune sul lungo periodo. Sul fronte della concreta utilità che questi sistemi apporteranno, evidenziamo come il nostro territorio abbia già ceduto molto alle richieste dell’eolico con gli impianti cosiddetti on shore, quelli sulla terra ferma per intenderci, con notevoli rinunce in termini di tutela paesaggistica e ciò senza un ponderato e/o verificato beneficio rispetto al risparmio energetico rapportato al fossile. Si pensi alla intermittenza della fonte primaria (come per tutte le energie rinnovabili anche la produzione di energia eolica è soggetta al problema della non costanza del vento), si pensi al problema delle dispersioni o della impossibilità di utilizzo (i sistemi di accumulo e conservazione sono ancora in fase di studio o sperimentale), oltre naturalmente ai costi di gestione potenzialmente elevati. Tutti questi aspetti dunque meritano approfondite riflessioni su cui i territori interessati devono essere coinvolti. Chiediamo che l’amministrazione di Catanzaro si ponga come capofila e apra un tavolo di lavoro che veda partecipare i comuni costieri interessati dal progetto di realizzazione di un parco eolico marino che dovrebbe estendersi da Isola Capo Rizzuto a Monasterace, aprendo una riflessione a più voci finalizzata a verificare le ragioni a favore e quelle contrarie, ponendosi interrogativi circa i vantaggi dello sviluppo eolico off shore a fronte di eventuali svantaggi sia economici che ambientali.