6 denunciati e 1 arrestato per truffa ai fondi Covid, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio

La società cooperativa aveva chiesto un finanziamento di 500mila euro e parte della somma distratta

Si è conclusa con la denuncia di 6 responsabili, di cui uno arrestato e uno colpito da ordinanza restrittiva, numerose perquisizioni tra le province di Rovigo e Venezia e il sequestro per equivalente per oltre 500.000 euro, un’articolata operazione di servizio condotta dai finanzieri della Tenenza di Adria e coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dr. Andrea Bigiarini.

In base alla documentazione prodotta la cooperativa vantava bilanci multimilionari e una apparente rete commerciale presente sia in Italia che all’estero. Tuttavia, ottenute le risorse pubbliche, la cooperativa aveva iniziato a far registrare molteplici insoluti per centinaia di migliaia di euro nei confronti di svariati partner commerciali, alternativamente non pagando o non restituendo la merce ricevuta, sfociate poi nella presentazione di 2 querele da parte di un’azienda spagnola e di una irlandese che lamentavano di essere state vittima di truffe perpetrate dai rappresentanti della cooperativa, subendo danni per oltre 130.000,00 euro.

A seguito degli approfondimenti investigativi, la struttura aziendale è risultata essere invece una realtà fittizia, priva di dipendenti e di struttura commerciale, una società-relitto inattiva, gestita apparentemente da una compagine di soggetti rivelatisi dei meri prestanome manipolati dall’esterno, privi di qualsiasi competenza imprenditoriale. Peraltro, a conclusioni analoghe era giunto il Tribunale di Rovigo che il 17 febbraio scorso ne aveva dichiarato il fallimento.

Dominus occulto e mente dell’ attività illecita è risultato essere un cinquantenne originario di Chioggia (VE) il quale ha presentato un bilancio falso per ottenere un finanziamento di 450.000,00 euro garantito dallo Stato e poi compiendo una serie di distrazioni patrimoniali e truffe a danno di fornitori, imprenditori nazionali e stranieri, mediatori creditizi e istituti di credito, reiterando la condotta fraudolenta dal 2020 ad oggi e approfittando dello stato d’emergenza concomitante alla pandemia.

A seguito delle indagini svolte il G.I.P. del Tribunale di Rovigo ha pertanto emesso una ordinanza di custodia cautelare e disposto l’esecuzione del sequestro preventivo dell’importo complessivo di euro 533.351,20 su beni, disponibilità finanziarie e quote societarie nella disponibilità degli indagati, corrispondenti al profitto dei reati commessi in concorso ex. art. 110 c.p., di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ex. art. 316 – ter c.p., truffa plurima aggravata continuata ex art. 640 e 61 n. 7) c.p., bancarotta fraudolenta preferenziale e per distrazione art. 216 e 219 l.f., nonché autoriciclaggio ex. art. 648-ter.1.

All’esito dell’intervento e delle molteplici perquisizioni locali e personali eseguite in Porto Viro (Ro), Taglio di Po (RO) e Chioggia (VE), il soggetto a capo del sodalizio criminale è stato tratto in arresto e posto ai domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico.