L’America protesta contro il razzismo

59

Manifestazioni di tale portata non venivano organizzate dagli anni settanta. Nel nome di Floyd

L’ america si muove contro il razzismo nel nome di George Floyd, il mondo manifesta affinché fatti inquietanti come il caso di Minneapolis non accadano più. Occhi puntati su Washington per quella che si prevede sarà una delle marce più grandi svoltesi nella storia della capitale statunitense: è atteso, infatti, un milione di persone. Da New York a Washington dal Canada all’Australia tutti mobilitati per la grande onda.

Sarà dunque una sfida al razzismo, alla polizia violenta, ma anche a Donald Trump, che ha fatto erigere un vero e proprio muro di barriere e recinzioni per difendersi dall’assedio e dalle contestazioni.

Il presidente è furioso: sa che l’ondata di proteste e disordini sociali stanno mettendo in difficoltà la sua corsa per la rielezione. Ma con le sue esternazioni e i suoi post, il tycoon finisce per alimentare polemiche e tensioni. Come quando, commentando il sorprendente boom dell’occupazione a maggio, davanti alle telecamere ha detto: “Oggi è un grande giorno per George Floyd.

Lui ci guarda dal paradiso e sta lodando l’economia americana”. Parole che hanno scatenato l’ennesima bufera di critiche, cui Trump ha risposto: “Il mio piano contro il razzismo è un’economia forte”. “Spregevole”, il lapidario commento del suo rivale alle Presidenziali, il dem Joe Biden.