L’8 giugno sciopero nel mondo della scuola

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“Le risposte sono rimaste assolutamente insoddisfacenti” così le sigle sindacali bollano le attività ministeriali

La scelta dei sindacati per uno sciopero delle sigle operanti all’interno del mondo della scuola è l’8 giugno. “Le risposte sono rimaste assolutamente insoddisfacenti”, questo il commento laconico dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. La decisione di entrare in sciopero in quella data è avvenuta a seguito dell’incontro al ministero dell’Istruzione, l’8 giugno è una dtata simbolo infatti è il giorno in cui in molte regioni, finisce un anno scolastico per lo più on line. Al termine della riunione i sindacati hanno espresso la loro contrarietà ai fondi immessi nella scuola per riorganizzare un mondo che a causa della pandemia è andata in parte persa.

“Nonostante timidi avanzamenti, rimangono in campo tutte le ragioni che ci hanno portato alla proclamazione dello stato di agitazione: risorse insufficienti e provvedimenti inadeguati che non permettono alla scuola di assolvere al suo mandato costituzionale e, soprattutto, di recuperare oltre 4 mesi di sospensione dell’attività didattica. Con le procedure di reclutamento rinviate di un anno e modalità che non danno prospettive certe, la precarietà delle lavoratrici e dei lavoratori continuerà a essere la condizione su cui si regge il sistema scolastico e a incidere sulla qualità dell’intero settore, una situazione aggravata dall’ulteriore rinvio delle operazioni di immissione in ruolo. Restiamo pronti allo sciopero e a tutte le forme di mobilitazione utili a richiamare l’attenzione sulla centralità della scuola per il sistema Paese”.

il Ministero all’Istruzione, in una nota, ricorda alle parti sociali le misure messe in campo per fronteggiare l’emergenza, anche di carattere economico: dagli 1,4 miliardi stanziati sulla scuola nel Decreto rilancio, alle risorse per la didattica a distanza e a quelle sbloccate per l’edilizia scolastica. Il ministero conferma la “volontà della ministra Lucia Azzolina di portare avanti la richiesta di ulteriori risorse per il settore Istruzione, anche per la stessa ripartenza di settembre. Nonché l’impegno a vigilare per far sì che non ci siano casi di sovraffollamento nelle classi”.