Trentino, un terzo delle aziende rischiano di non aprire

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Il problema maggiore è il fattore economico, una crisi che ha colpito più dell’80% delle aziende prese in considerazione

La pandemia ha colpito non solo il settore sanitario laddove le amministrazioni hanno provveduto a trovare il modo di non soccombere ma anche l’area economica. Tanti i fattori produttivi del sistema Italia che non riescono ad ingranare. Ora arriva la conferma attraverso una ricerca statistica del (Git) di Confcommercio del Trentino. Quasi un’azienda trentina su due, tra quelle gestite da giovani imprenditori, è a rischio di chiusura a causa della crisi economica causata dalla pandemia.
    Il dato emerge su un campione di 250 aziende gestite da persone con meno di 42 anni, da parte dei Giovani imprenditori .
    L’indagine ha riguardato aziende attive nei settori del commercio, turismo e attività di servizio.
    Le imprese colpite dalla crisi sono la quasi totalità (87,3% del campione), con un’intensità che, nel 93,4% dei casi, è maggiore rispetto a quella del 2008. Il 46,7% degli intervistati ha detto di non avere le risorse per rispondere alla crisi, mentre il 90% giudica insufficienti le misure istituzionali per favorire il rilancio.
    “Il settore più colpito è quello del turismo, seguito dalle attività di ristorazione. Molti imprenditori ammettono una grande sfiducia nelle istituzioni”, ha detto il presidente del Git Paolo Zanolli. Tra gli interventi richiesti dagli imprenditori vi sono piani di investimento, buoni spesa per le famiglie, accesso al credito, semplificazione e dilazione di imposte e bollette.