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Altri arresti per i furti della “Compagnia del centro”

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Altri arresti per i furti della “Compagnia del centro”

Furti e pestaggi per imitare un videogioco in voga tra i giovani

Altri tre giovani appartenenti alla ‘Compagnia del Centro’, una banda con base a Monza di cui sei membri sono stati arrestati meno di un mese fa con accuse a vario titolo di rapina e tentato omicidio, sono stati fermati dalla Polizia di Stato sempre con l’accusa di rapine a danni di altri giovani.
    Si tratta di un 21enne di Monza, denunciato a piede libero per aver rapinato un coetaneo, e di un 16enne e un 18enne (il primo arrestato e il secondo denunciato), anche loro monzesi, accusati di aver aggredito e rapinato due minorenni nel centro città.

Ad aprile i primi arresti

Sono dieci in totale le rapine contestate al gruppo, tutte commesse tra marzo 2018 e gennaio 2019. Rapine, aggressioni e violenze gratuite che, in un caso, sono sfociate anche in un tentato omicidio con un giovane pestato a sangue e riempito di calci alla testa e lasciato a terra, in un sottopasso. Furti e minacce per controllare il territorio e veder riconosciuto il proprio predominio, alla conquista di Monza. Sei giovanissimi ragazzi, quattro italiani e due cittadini stranieri, furono arrestati dalla Squadra Mobile della Questura di Monza su esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Monza, ritenuti responsabili di dieci rapine e un tentato omicidio nell’ambito dell’indagine denominata “G.T.A”.

Proprio come in un videogioco, per conquistare punti e salire di livello, compivano rapine e usavano la violenza come strumento di predominio. Stanchi di limitarsi a usare il joypad, annoiati, senza alcuna ambizione lavorativa o scolastica, i ragazzi uscivano di casa, vestendo i panni dei protagonisti di G.T.A.(Grand Theft Auto), il famoso videogioco ispirato al mondo criminale per derubare con minacce di morte vittime ignare che si trovavano a passare nelle “loro” zone o aggredire i passanti, per pochi euro, per un orologio o una bicicletta e il telefono cellulare.

Sei ragazzi, tutti giovanissimi e poco più che maggiorenni, finirono in carcere accusati, a vario titolo di un tentato omicidio e di dieci rapine aggravate, lesioni, furto, minacce gravi e spaccio di stupefacenti. Il gruppo, noto in città come “Compagnia del Centro” o “Compagnia del Ponte” (Ponte dei Leoni), agiva imponendo il proprio predominio sulla zona centrale della città, controllando il territorio con la violenza.