Bagarre al governo, tutti contro tutti

Lite felpata tra Di Maio e Salvini, i finanziamenti illeciti al centro della discussione

I finanziamenti illeciti presunti della lega, sui quali i magistrati indagano, scatenano un vero e proprio vespaio all’interno dei vertici massimi del governo e Di Maio chiede spiegazioni all’alleato certo che “non minimizzerà”. In serata la risposta da Gerusalemme di Salvini: “Non commento le azioni della magistratura, io non minimizzo, chi sono io per minimizzare?”. “Spero facciano bene e in fretta, sono sereno – dice riferendosi agli inquirenti -. Fino a qualche tempo fa i pentastellati gridavano onestà- or chedono la massima collaborazione da parte di Salvini.   I primi a gettare benzina sono D’Uva e Patuanelli, capigruppo M5S di Camera e Senato, che in scia del leader chiedono chiarimenti sulla vicenda dei presunti finanziamenti all’associazione ‘Più Voci’, su cui gli inquirenti indagano per finanziamento illecito dei partiti, con l’ipotesi di contributi finiti nelle casse della Lega, di cui è tesoriere Giulio Centemero. 

D’altro canto I leghisti s’infuriano  per l’attacco sferrato da Di Maio, e company. Facce scure e qualche mugugno, ma la linea, per ora, è quella espressa da Riccardo Molinari, il capogruppo della Lega a Montecitorio che taglia corto: “Nessuna replica ai Cinque stelle che ci attaccano su Centemero, no comment”, dice all’AdnKronos. Linea ribadita da un sms che arriva a tutti i parlamentari del Carroccio: ‘di questa vicenda meglio non parlare’. “La loro storia li tiene schiavi di un sentimento giacobino che finisce per creare terrore”, dice un deputato in un capannello di parlamentari fedelissimi di Salvini. “Non si può vivere vedendo degli spettri, la corruzione è esistita e esiste ma vediamo più ingiustizie che corrotti in galera”, aggiunge un altro. L’alleanza tra le due forze di governo sembra sempre più in bilico retta dalla volontà di non cedere terreno alle sinistre.

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